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Nonno Giorgio

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Il sarago (Diplodus sargus, Charax puntazzo, Diplodus anularis ...) a Roma e dintorni

Il sarago appartiene alla famiglia degli Sparidi che comprende parecchie specie. Dalle nostre parti è presente il sarago maggiore, il più comune della famiglia, e i parenti prossimi: il faraone, con larghe fasce scure molto marcate lungo il dorso, si dice che possa raggiungere notevoli dimensioni, in tutta la mia vita di pescatore ne ho catturato solo una decina lunghi un palmo ... sic! ; sarago maggiore il pizzuto molto bello con linee sempre scure, più strette rispetto al faraone, caratterizzato dal muso a punta; il fasciato, il testanera, ha una macchia grande molto scura dietro la testa; il sarago minore, lo sparaglione o sparlotto, simile al maggiore, di dimensioni molto più piccole, ho letto max 300gr circa, le mie catture raramente hanno superato i 100 gr., si distingue per la livrea appena dorata, non ha le linee scure verticali come tutti gli altri saraghi, molto comune. Tutti abitano le scogliere naturali e artificiali, in fondali bassi, frequentano anche i litorali sabbiosi specialmente in prossimità di rocce. Le abitudini alimentari di questo squisito e combattivo animale sono molto varie, si può dire che mangia un pò di tutto: piccoli animali tra le alghe, nella la sabbia i vermi, residui alimentari nei porti e in prossimità di spiagge ... insomma non si mancare niente! Ottimo nuotatore, riesce a districarsi bene tra le correnti e le forti mareggiate, sia sulle scogliere che sulle spiagge. Le mascelle ben sviluppate e la discreta dentatura gli permettono di nutrirsi anche di granchi, di vongole e di ricci. sarago pizzuto

Le caratteristiche di questo pinnuto, la combattività, l'onnipresenza e, non per ultima, la bontà delle sue carni, fanno sì che venga insidiato con quasi tutte le tecniche di pesca, dalla spiaggia con attrezzature più o meno leggere, dalle scogliere con attrezzatura pesante, nei porti a fondo o a galleggiante, dalla barca a bolentino ... Il surfcasting dalla spiaggia è molto divertente e, col mare in caduta, regala, di solito, buone pescate. Adopero una canna da surf da 6 m. abbastanza rigida, pronta nella ferrata e per poter rispondere adeguatamente alla violenza delle fughe e per impedirgli di intanarsi: i luoghi da me praticati sono, di solito, ricchi di scogli semiaffioranti, di buche, di posidonia anche vicino alla riva e il rischio di perdere la preda è sempre presente. sarago fasciato

Si era detto che il nostro amico è praticamente onnivoro: molti innescano bei bocconi di cannolicchio, o di filetto di sarda legati con del filo elastico; altri pescano col bibi, l'americano, l'arenicola e la classica striscia di calamaro di notte. Va da sè che il terminale abbia diametri più o meno grossi a seconda del movimento del mare, io adopero lo 0,20 - 0.30 con ami n° 8 - 10, gambo lungo . La pesca a galleggiante, effettuata all'interno dei porti dà i migliori frutti con attrezzature molto leggere, finali che sfiorano il fondo di diametro 0,14/18, i pasta di pane e formaggio su ami del n°12/14, o gamberetti. Io pesco dalle scogliere. Col mare in scaduta, i saraghi viaggiano nel ribollire della schiuma in cerca di nutrimento e allora galleggiante piombato trasparente sarago minore - sparlotto (la bolla di plastica trasparente quasi piena d'acqua) da 80gr., 150 cm. di finale dello 0.20 - 0.30, amo n°8, fiocco di pane, o "pasta" di pane e formaggio, o mini ancorotto mimetizzato nel cubetto di "Galbanino"! Di notte "nutro" i saraghi con gambero vivo, quando lo trovo, o granchietto, o strisciolina di calamaro.

Se tutto va bene ci si diverte, soprattutto perché il nostro amico é un grande combattente: l'abboccata del sarago è una botta molto decisa mentre picchia verso il fondo, o verso la tana e reagisce con violenti traversoni per tutta la durata del recupero.
 
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